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Interrogazione politica
La incontro in Piazza della Vittoria, mentre io mi godo il debole sole primaverile e lei passeggia per Pavia, avendo probabilmente avuto la mia stessa idea.
La saluto, un po’ stupita di incontrarla: lei, la studentessa calabrese attivista politica, non mi pare proprio il tipo da aggirarsi in un posto che non è il suo comune di residenza, nel giorno delle elezioni. “Ciao! Che ci fai qui? Non sei tornata a casa per votare?”. “Macché”, si rabbuia lei: “come faccio, con ‘sto cavolo di università?”. “Beh”, osservo io timidamente, “oggi mica ci sono lezioni…”. “Grazie tante”, sbotta lei, “sono stata occupata fino a venerdì pomeriggio, ho un esame martedì alle nove… in che condizioni ci arrivo, se faccio Pavia - Reggio Calabria - Pavia in due giorni?”. “In effetti…”. “E poi, non sembrerà, ma è anche un costo. Se scendo adesso, non scendo a maggio: a parte che il viaggio è estenuante, non posso mica farlo una volta ogni quindici giorni: costa un sacco!”. Si fa tanto, giustamente, per i cittadini italiani residenti all’Estero, o per gli elettori bloccati a casa o che non possono lasciare l’ospedale. Ma per le centinaia di migliaia* di studenti fuorisede? *fonte: Italia.gov.it Scritto da Lucyette | commenti (5) (popup) | commenti (5) | Link | politica
GIORNI PASSATI |