mercoledì, 30 agosto 2006

Di come passare poco intelligentemente un pomeriggio, piuttosto che starsene a casa

 

Una persona che, come me, voglia passare un pomeriggio a far niente visitando l'IKEA più vicino, trova un sacco di belle cose da vedere.
L'unica cosa che non trova è il pullman che lo dovrebbe portare fino al negozio: dopo una attesa di quaranta minuti alla fermata, un certo malcontento prende a serpeggiare fra i molti cittadini che, fermi come soldatini sotto il sole, attendono l'arrivo del pullman latitante.
"No, ma guardate che adesso non passa più da questa via" si intromette un signore che, fermo come soldatino sotto il sole, aspettava alla medesima fermata un pullman di un'altra linea. "L'hanno deviato".
"Come, deviato? E dove?"
"Nella via qui dietro. Dall'altra parte dell'isolato: han fatto una fermata provvisoria lì. Anch'io dovevo prenderlo, ieri; l'ho aspettato un'ora, poi ho perso le speranze, son andato a farmi una passeggiata e l'ho visto passare dalla via dietro".
"Ma perché han spostato la fermata dall'altra parte dell'isolato, scusi?"
"Boh. E' una bella domanda"
"Ma poi non hanno messo nessun avviso!".
"E lo so. Ho chiesto all'autista e ha detto che è solo per una settimana"
"Non mi pare un buon motivo per non avvisare"
"A lui sì, però. Dice che così non sprecano carta, tanto è agosto è in città non c'è nessuno".

Ah beh.

Solerte, dunque, la massa di stanchi e accaldati soldatini fermi sotto il sole attraversa la strada e si fa il giro dell'isolato, prendendo poi d'assalto un pullmino già pieno che, dopo pochi minuti di attesa, arriva. La qui presente scrittrice, finita schiacciata sull'obliteratrice, passa tutto il (lungo) tragitto ad obliterare i biglietti di quelli che, salendo alle fermate successive, non riescono a farsi strada fra la folla.
C'è chi maledice l'autista che guida come se fosse su un circuito di Formula Uno; c'è chi, sperduto, domanda, con voce tremante, che caspita di strada sia quella che il pullman sta facendo; c'è chi - come l'augusta genitrice di colei che cura questo blog - da persona pacifica che è, inizia persino a litigare con un passeggero che si lamenta di "tutte queste inutili lamentele per una piccola variazione di percorso, e che diamine!".

Ad ogni modo, il pullmino giunge finalmente a destinazione, svuotandosi improvvisamente nel momento in cui la sagoma del negozio IKEA appare a pochi metri dalla fermata.
Il contemporanea al pullmino deviato e stracarico di gente, si ferma dall'altra parte della strada un altro bus, che vomita nel vialetto alberato una trentina buona di giovincelli e giovincelle: trucco pesante e minigonne per le ragazze, jeans strappati e mutande in vista per i maschi.
"Ma che è, van tutti all'IKEA in massa, 'sti qua?"
"Ma no, Lucia... vanno al centro commerciale, è qui vicino..."
"Ma tutti quanti a girar per negozi? Pure i maschi? A far shopping? In trenta?"
"Ma sì, si diverton così... è fresco, c'è l'aria condizionata, ci son panchine per sedersi... ci passi la giornata, volendo".
"Ooooh". Pausa. "Ma non è meglio stare in casa propria con un buon libro? E' anche più produttivo".
Mia mamma scuote la testa: "Sei proprio un caso disperato, figliola mia". Poi mi prende per un polso, tirandomi dall'altra parte della strada "Su, su, dai, andiamo".

L'entrata dell'IKEA è costituita da una grande porta scorrevole, che scorre da sola.
La qui presente scrittrice mai aveva visto porte scorrevoli scorrere da sole: si fermava a quelle degli hotel eleganti, da spingere con le mani, ma questi aggeggi automatici non li aveva mai visti prima. E ci faceva anche volentieri a meno.
"Ma scusa, mamma. E se manca la corrente, cosa succede? Si blocca la porta?" domanda infatti dopo tre secondi netti, fissando in cagnesco l'affare ruotante.
La genitrice solleva le sopracciglia: "Boh... suppongo di sì".
"E quindi se c'è un blackout uno rimane bloccato dentro la porta dell'IKEA?".
"Beh... avranno anche altri modi per attivarla, suppongo..."
"Ah beh, voglio ben sperare! Te lo ricordi il blackout dell'estate di qualche anno fa, che è mancata la corrente per ore? Pensa passare il giorno chiusa in una porta. Con la mia fortuna, potrei anche riuscirci: lo sento".
Mia mamma scuote la testa: "Sei proprio un caso disperato, figliola mia". Poi mi prende per un polso, spinngendomi assieme a lei nella porta ruotante: "Vediamo se sei proprio così sfortunata".
Circa un istante dopo la sua ultima parola, la porta si blocca.
La corrente c'è ancora, ma - a quanto emerge dopo cinque minuti di affannosi tentativi di sbloccarla - un sassolino era entrato nella fessura in cui la porta ruotava, bloccandola.
Nel frattempo, la curatrice del presente blog ride; la sua genitrice non sa se imitarla o piangere; un commesso dell'IKEA da dentro ripete ossessivamente "Nessun problema, non vi allarmate!", e una sconosciuta ragazzina tremante a sua volta bloccata nella porta, si domanda per quanto basterà l'aria.

Una volta usciti dalla porta, veniamo accolti da una folla inusitata che sfreccia su e giù per il negozio, con borsine, sacchetti, e gridolini di ammirazione alla vista di questo o quel mobile.
"Ma che è? Sono venuti tutti qua solo perché ieri è arrivato a casa il catalogo nuovo?" mormora la genitrice, sconvolta.
"Eh beh. A noi, com'è che è venuta l'idea di fare un giretto qua proprio oggi?"
"Sì, hai pure ragione".

Seguendo le graziose freccette che ci indicheranno per tutto il pomeriggio il cammino,  non impedendoci tuttavia di perderci, ci addentriamo dunque nei locali da esposizione.
E lì c'è di tutto.
Giovani che, mano nella mano, fra un sospiro e l'altro, fantasticano: "Ma ce lo vedi, questo letto, nella nostra casa, amore? Ma non è stupendo? Il nostro letto! Nella nostra casa!".
Meno giovani che - mani rigorosamente impegnate a tenere mappe, piantine, metri avvolgibili e carta millimetrata - per poco non litigano: "Ma non vedi che caos? Ma è proprio necessario cambiare casa? Va bene che questa è piccola e ora possiamo permettercene una migliore, ma... ma non vedi che caos assurdo? Ma sei sicuro?".
Genitori che, con una nota di disperazione nella voce, implorano: "Bambini, lo so, è tanto bello saltare sui divani, ma non potete... no, no, no, Giovanni!, scendi! Ti ho detto scendi da quel letto! Ma non volete sceglierla voi, la vostra cameretta?, suuuu...".
Grazie al cielo, c'è anche qualcuno che vagola per i corridoi con sguardo curioso e distratto, buttando un occhio qua e là sulle varie stanze con l'aria di chi, semplicemente, passeggia.
La prima volta che, fingendo una parvenza di reale interesse per quel che sta guardando, fa per aprire un'anta di un grosso mobile, ci trova dentro un bambino nascosto che ride e fa segno, il dito sulla bocca, di restare in silenzio: "Sto giocando a nascondino con la mamma e col papà...".

Ubbidienti, seguiamo le freccette e scendiamo fino al magazzino. E lì, superati enormi locali in cui scatoloni giganteschi sono impilati l'uno sull'altro, è il regno dei piccoli oggettini da portar via e comprare senza troppe spese.
La genitrice si innamora a prima vista di una enorme pentola Wok in vendita per soli sei euro.
"Ma cosa te ne fai di una pentola Wok?" domanda perplessa la figlia.
"Eh, sai, è un metodo di cottura originario dell'Oriente, bla bla bla, e sai com'è..."
"Sì, va bene, ma dal lato pratico cosa te ne fai di una roba piccola nel fondo ed enorme sopra? Come ci cuoci?".
Silenzio. "Di preciso non so, ma pare ci si cucini molto bene. Sarà come una pentola normale. E ci son delle ricette apposta, comunque, poi. E in ogni caso questa costa molto poco!".
Aaahh.
Si decide che la famiglia tornerà all'IKEA per acquistare una gigantesca ed economica pentola Wok.

La genitrice sperava di trovare, all'IKEA, delle lenzuola, nel reparto tessili.
E nel reparto tessili trova, effettivamente, una enorme e splendida varietà di completi per il letto, composti tuttavia solo ed esclusivamente da federe fuori misura per i nostri cuscini, e copripiumini.
"Ma li venderanno in Svezia, i copripiumini! Ma qui?" esclama depressa la genitrice.
La figlia preferisce non farle notare che anche le misure, di questi copripiumini, sono assolutamente anomale per un letto italiano: meglio non rigirare il coltello nella piaga.

Per consolarsi dalla delusione dei copripiumini, la genitrice sperava di trovare, almeno, una tendina per la finestra del bagno: quella vecchia è ormai lisa.
Ma le tende, dall'IKEA, sono lunghe come minimo due metri. Su una etichetta svettava l'inquietante dicitura "altezza: 3,50 m".
"Ma chi è che ha una casa alta tre metri e cinquanta?" mormora perplessa la figlia, mentre la madre scuote la testa sconsolata.

Ma è nel reparto giocattoli che la disperazione raggiunge il suo culmine, nel momento in cui la figlia molto infantile vede pararsi davanti a sé una sterminata distesa di giocattolini morbidi e pure poco costosi. Innamoratasi di un tasso azzurro di peluche, la ragazza vaga allucinata per la sala, con commenti estasiati che lasciano perplessi anche alcuni bambini di tre anni, ed additando meravigliata ora questo, ora quel giocattolino.
Facendo uso di quella preziosa e poco usata virtù che è il Dominio di Sè, tuttavia, la ragazza riesce ammirabilmente ad allontanarsi dall'IKEA senza neppure un giocattolino nel suo sacchetto per gli acquisti - nonostante i rimorsi per quel tasso azzurro, illuso e poi abbandonato nel magazzino, la perseguitino ancora.
Eppure, nemmeno i giocattoli soddisfano pienamente i desideri della genitrice: "Sarà che quando tu eri più piccola io ero più interessata a queste cose, ma l'ultima volta che ci son venuta, che tu avevi dieci anni, c'erano pupazzetti molto più belli. E molti di più".
La figlia ringrazia il Cielo di non ricordare più quella ancora maggiore distesa di giocattoli ancora più belli: probabilmente, il trauma di doversi allontanare senza di loro ha determinato la rimozione di quel doloroso ricordo.

Mentre le nostre eroine contemplano silenziose alcuni beauty-case, una voce giunge alle loro spalle:
"Signore! Prego, raggiungetemi alla postazione Internet, vi posso aiutare: sono certo che voi desiderate ardentemente entrare a far parte del gruppo IKEA Family!".
"Ehm... no, grazie"
"Ma ci sono degli sconti!".
"Lo capisco, ma... grazie, al momento non siamo interessate".
"Ma è molto conveniente!"
"Non metto in dubbio, magari in futuro, ma al momento, no. Lei è molto gentile, ma..."
"Ma ci sono trenta euro di sconto su una poltrona come dono di benvenuto!".
"Sigh...".


Alla fine, dopo esserci peraltro perse fra corridoi e scalette, giungiamo finalmente alle casse, con la schiena dolorante e la disperata voglia di sederci e tornare a casa.

Ed infine, dopo una obbligatoria capatina nel supermercato svedese, uscimmo, senza che peraltro la porta ruotante mostrasse segni di volersi bloccare di nuovo.
Bottino accumulato: una tutina molto graziosa per me, ed una cornice a custodire un ritratto di La Salle ora appeso sulla parete davanti alla mia scrivania. (Mia madre scosse il capo, quando le spiegai cosa volevo farmene della cornice. "Sei proprio un caso disperato", sussurrò depressa, senza nemmeno tentare di farmi cambiare idea).







E comunque, il pullmino per tornare a casa, stanche e doloranti, lo aspettammo per altri venti minuti, sbagliando pure fermata ed accorgendocene solo quando il bus sbagliato ci portò nella direzione opposta rispetto a quella in cui dovevamo andare.
In compenso, il pullmino giusto era comunque pieno, e non ci potemmo ugualmente sedere.


Scritto da Lucyette | commenti (14) (popup) | commenti (14)
Commenti
#1   31 Agosto 2006 - 13:17
 
ahahahah XDDD
Oddio XDDDD

Coooomunque .. quoto tua mamma, Lucy °_° Sei un caso disperato :P
Soprattutto per ciò che riguarda la scuola -.- Sei l'unica, anzi, siete gli unici ( tu e quegli altri della tua scuola ) a voler rientrare ed essere tristi perchè finisce °___°

Io non posso che esserne lieta -.- sarà che anche la classe dove sto non mi garba granchè :P
Se fosse almeno quello un ambiente gradevole, potrei capire :) Alle medie, infatti, all'ultimo anno, ho pianto tantissimo .. quindi lo farei anche quest'anno, se andasse meglio :P Ma vabbè, sopravviverò *__*

Per il resto, è vero .. quando ci si preoccupa per qualcuno vuol dire che gli si vuol bene *_* La scoperta dell'acqua calda? XD Na, semplicemente un'osservazione :) cose di cui mi sono accorta quest'estate :) Ed è così bello preoccuparsi per qualcuno :)

Un baciottolo, Lucy :*
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PiccolaKorny

#2   31 Agosto 2006 - 14:30
 
Beh, Korny... andiamoci piano: ad esempio, io alle Medie non vedevo l'ora di finire, proprio perché con la classe mi trovavo leggermente male, tanto per fare un esempio.
E alle elementari ero comunque molto contenta di dare il mio ultimo esame: la scuola era bella e mi ci trovavo bene, la classe pure, ma ero così curiosa e così attirata dall'idea delle Medie, delle nuove materie, eccetera (povera illusa).

Quest'anno, è che...
E che il mio Collegio o lo detesti o te ne innamori, ed io me ne son innamorata perdutamente; è che è una scuola stupenda, con insegnanti stupendi, persone stupende, valori ed ideali stupendi.
Anche una organizzazione stupenda: cosa che ad esempio so già per certo che non ritroverò all'Università.
Non ritroverò quella gioia di stare insieme in cappella, quei sorrisi dei professori, quei valori e quelle idee che qui gli insegnanti trasmettono; non ritroverò nemmeno i pavimenti con così tanta cera da farti scivolare, le toilettes sempre pulite, i banchi senza un graffio che sia uno... i ritratti di La Salle che ti sorridono quando sollevi lo sguardo.

Se per assurdo ci fosse una università gestita dai Fratelli delle Scuole Cristiane (o da qualsiasi altra persona che ne condivida gli ideali), come la scuola che frequento ora... io sarei ben felice di finire il liceo e di andare all'università, sia chiaro. Sarebbe una nuova, entusiasmante avventura, la possibilità di studiare a fondo quello che veramente ti interessa... però, così, conoscendo tutte le cose stupende che ti lasci dietro e che altrove non ritroverai, il magone ti viene per davvero.

Non è per la classe - anzi, pur essendo noi tutti ragazzi ben educati, cortesi, inclini ai rispetto reciproco e pure alla solidarietà nei momenti più difficili, non penso che la nostra possa essere definita una bella classe: non c'è unità, spesso sorgono delle discussioni, ed io personalmente sentirò la mancanza di... forse una persona, fra i miei compagni, alla fine del Liceo.

Non è per i compagni di classe, è proprio per la scuola, per gli insegnanti, per tutto.
E' come essere cresciuti e maturati in una famiglia meravigliosa, per poi esserne improvvisamente privati e buttati in mezzo alla strada con l'ordine "E adesso arrangiati".

Probabilmente negli altri licei non succede; probabilmente certe cose possono capitare solo in scuole molto piccole, con classi senza particolari disagi, e con insegnanti che del loro lavoro hanno fatto la loro vocazione, la loro missione e lo scopo della loro vita.
E probabilmente chi non conosce questa realtà non capisce proprio; considera dei poveri svitati quelli che alla fine dei cinque anni di superiori (ma anche alla fine di un singolo anno scolastico!) hanno il magone al pensiero di dover andar via.

Ma, ti dico... la sensazione è quella di essere portati via dalla famiglia che ti ha accolto, ti ha visto crescere, ti ha aiutata, ti ha insegnato quello che ora sai.

Poi è naturale che nessuno di noi cadrà in depressione per la fine della scuola; è naturale che andremo all'università, troveremo del bello e dello stupendo anche lì, studieremo, chi più, chi meno, con passione, e riusciremo a vivere anche senza vedere La Salle ogni mattina (io però mi vizio e La Salle me lo sono appeso alla scrivania :P).

Però... vieni nella nostra scuola, guarda una qualsiasi classe finalista nel suo ultimo giorno di lezioni, e - salvo le eccezioni di chi al momento ha proprio voglia di finir la scuola in generale, ovvio - vedrai solo sorrisi tirati e qualche lacrimuccia.

Niente feste e niente "evviva"... perché magari ogni tanto tu della tua faniglia ti stufi, magari pensi anche di non poterne più delle sue regole e degli obblighi che ti impone... ma quando è il momento di dirle addio, beh... non è contento nessuno :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lucyette

#3   31 Agosto 2006 - 20:57
 
*__*
Con te è una sfida continua, ma riuscirò a batterti in eventi e calamità :-P

Baciotto!

A me l'Ikea non è mai piaciuta per i mobili, ma ci sono degli oggettini sfiziosi devo dire.

Ah la pentola Wok è ottima per cucinare il riso. Io ce l'ho. :-P
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AstridPurple

#4   01 Settembre 2006 - 13:23
 
Ma La Salle La Salle, cioè, proprio René-Robert Cavelier de La Salle? *_*

Ma allora di irrecuperabili, dì pure a tua mamma, siamo in due :P visto che, come libro di 'svago' mi sono comprato da poco la biografia Carlo V o.o mia madre ha scosso anche lei il capo, affranta

XD
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Arghelon

#5   01 Settembre 2006 - 14:45
 
Ehm... decisamente non quello che dici tu, Arghelon o.o
Io parlo di Giovanni Battista de La Salle, fondatore dei Fratelli delle Scuole Cristiane e patrono degli Educatori.

In compenso ho pure io molti mattoni di Storia che io leggo come libri di svago, nonostante Carlo V susciti in me ancora una certa allergia :P



Astrid... guarda che le tue calamità sono molto più calamitose delle mie u_u
La pentola Wok... sì, non metto in dubbio che ci si cucini bene, ma a che serve quello spaziettino piccolo piccolo per appoggiarci il cibo, e poi allargarsi solo dopo?
Mi da l'idea che il poco che sta sul piccolissimo fondo cuocia di più di quello che sta sopra: davvero funziona bene? o.o

A me i mobili dell'Ikea non dispiacciono, invece... sì, personalmente, se dovessi arredarmi la casa della mia vita, sceglierei magari altri mobilifici, perché in fondo è quasi sempre vero che a prezzi maggiori corrisponde una durata più lunga... ma se per esempio dovessi arredarmi una casa "provvisoria", senza spendere troppo, probabilmente andrei lì, sì :)
Non tutti i suoi stili mi piacciono, anzi, ma alcune sistemazioni niente male le ho viste, per esempio, quando son andata :)
E costa tutto, effettivamente, molto poco (e, a quanto pare, dura anche nel tempo, nonostante il prezzo :P)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lucyette

#6   01 Settembre 2006 - 22:13
 
La pentola è fatta appositamente in quel modo per diffondere il calore il modo uguale in tutto il suo interno, per questo ha lo spaziettino piccolo al fondo. Ti assicuro che ci si cucina benissimo!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AstridPurple

#7   02 Settembre 2006 - 18:14
 
certo che l'Ikea ispira un casino alla gente u.u Comunque grazie per odiare i palloncini.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Kalliste

#8   03 Settembre 2006 - 14:17
 
ciaoooooo lucy..m,a te sempre a cambiare coso come si chiama...ehm...bhe lo sfondo del blog.

Dovevi vederli, appesi allo scolapiatti

li avevo guardati in faccia non piu di quattro ore prima :(

marialea
utente anonimo

#9   03 Settembre 2006 - 14:18
 
sempre maria lea *__*
ti prego mi inviti alla mappa delle visite, quella che vedo alla mia sinistra? *___*
solo un utente esistente può farmi accedere dice é_è
utente anonimo

#10   03 Settembre 2006 - 14:21
 
ancora io *___*
volevi sapere, tempo fa, chi è questa signorina:

http://digilander.libero.it/larosarossa61/lilith/IMAGES/Lilith.jpg

ecco:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lilith
utente anonimo

#11   03 Settembre 2006 - 16:37
 
Sarà, Astrid... o.o
Mi fido, eh, solo che non comprendo! *__*


Kalliste: c'è da dire che investe anche tanto in pubblicità, eh ;)



Maria Lea:
- si chiama "template" :P Sì... mi sa che a breve lo ricambio, devo far le pulizie di inizio autunno *_*
- per i polli... ehm... sì, immagino o.o
Non deve essere piacevole, no: soprattutto per il pollo o.o
- ohibò... io le mappe altrui le vedo benissimo: e com'è 'sta cosa? :S
Forse bisogna essere registrati per vederle?
Cerco se trovo l'opzione per invitarti e poi ti invito, eh o.o
- Per la signorina: uh, è Lilith? *_*
A suo tempo io avevo scritto uno pseudo-romanzo in cui c'era un personaggio secondario che era stata chiamata Lilith perché i suoi genitori eran degli stregoni cattivi :P
Però questo dettaglio della vita di Lilith "vera" non lo sapevo: "passa i suoi giorni, per odio contro i figli di Eva, a uccidere i neonati nella culla togliendogli il fiato. [...] Inoltre viene accusata di tentare giovani uomini nel sonno provocandogli le eiaculazioni notturne con cui genera i demoni".

Che bella vita, eh... :S :S
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lucyette

#12   05 Settembre 2006 - 13:21
 
O.o

..senza offesa, eh, ma io questo La Salle mica ce lo terrei in camera mia.. .___. ..con quell'aureola poco sana.. >.>'

..per il resto.. io adoro l'ikea! *____*
Pensa che ci sono stata una votla sola.. ma se l'avessi vicino a casa ci passerei tutti i pomeriggi liberi *__* ..con evidenti conseguenze suo mio portafoglio, temo o.O'
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ArancioMacchia

#13   05 Settembre 2006 - 19:24
 
Beh, ora... passarci tutti i pomeriggi mi par fin esagerato: cioè, vai in un centro commerciale, se mai... non fra pentolame e corredi da letto, tutti i pomeriggi liberi, insomma :P
Ma... ci son delle cose belle, sì ;)


Per La Salle... ma no, e poi come faccio io in una stanza senza un paio di aureole, insomma? Quand'è buio, cos'è che mi fa luce?
(E non dire "La lampadina" :P :P)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lucyette

#14   10 Settembre 2006 - 16:36
 
Questo post mi era sfuggito...dovrei farlo leggere a una persona che mi ha preso in giro quando sono venuta a Torino O__O Quella volta io e tanti altri aspettavamo un bus che secondo apposite indicazioni doveva essere in una tal fermata e dopo mezz'ora ci è stato detto che anche se il cartello della fermata era lì fermava in un'altra strada =__= E sta mia amica diceva che non era possibile, che dovevo avere visto male io il numero del bus sul cartello...se come no! Leggendo il tuo post mi sono consolata...almeno non è successo solo a me O__O
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Elspeth

Commenti
| Link |

   
 

GIORNI PASSATI


ULTIMI COMMENTI

Lucyette in Storia militare
utente anonimo in Storia militare
Lucyette in Storia militare
utente anonimo in Storia militare
utente anonimo in Assisi and Shelob, i...
utente anonimo in Assisi and il Megami...
Stardust781 in Storia militare
Lucyette in Assisi and il Megami...
Stardust781 in Assisi and il Megami...
Lucyette in Assisi and il Megami...


ABBONATI!







CERCA NEL BLOG


LINKS



~ Le Vijà: il mio secondo blog ~


Nis
Elspeth
Vegha
Maria Lea
Marina
Xabiria
Kornelya
Kleyra
Elen
Yuzak
ArancioMacchia
Milena
Stardust
AliceFallin
Martj
Minimikkio
AngelFedric
Maestra Betti
Un Folle Giocattolaio

 

ARCHIVIO

oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
settembre 2007
agosto 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005

 

IN DIRETTA DAL MEDIO EVO


DA DOVE ARRIVATE


Heracleum blog & web tools


 

E ARRIVATE ANCHE DA......

Locations of visitors to this page

UN SALUTO!

Yahoo! Avatars

NELLA MIA LIBRERIA

FANLIST



































 

VISITE

*loading*

 

CREDITS

Template: Shizuru117

Immagine: sxc

Brushes: [xxx]

Divisore: Thomoeda

Download at: [x] [x] [x] [x] [x] [x] [x] [x]