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«La televisione è la prima cultura retta da ciò che la gente vuole. La cosa più terrificante è ciò che la gente vuole»
Quello di ieri è stato un pomeriggio straordinariamente fresco, per Torino. Non poteva esistere un clima migliore per fare due passi; e poi, comunque, dovevo uscire lo stesso, per andare a Messa.
Me la prendo comoda, partendo con largo anticipo e gironzolando nelle vie che separano casa mia dalla parrocchia, osservando tranquilla le vetrine dei negozi – almeno, di quelli che non erano ancora chiusi per ferie. Mi segue una famigliola: madre, padre, figlio sui nove – dieci anni, che passeggiano per i fatti loro facendo, curiosamente, precisamente la mia strada. E così involontariamente li sento parlare: “Uh, sai, ho visto che domani sera in televisione danno L’Invasione delle Ossa” esclama d’improvviso la madre, citando un titolo che non è quello preciso perché non me lo ricordo, ma qualcosa che gli si avvicinava molto. “Ma l’abbiamo già visto!” protesta il bambino. “Ah sì? Ma no, quand’è che l’abbiamo visto?, non mi ricordo…” “Sì, l’estate scorsa. E’ quello in cui ci sono tutti i mostri che ti entrano dentro al corpo e ti mangiano tutte le ossa, no?” “Non so, te l’ho detto, non mi ricordo di averlo mai visto…” “Sì, che poi c’è l’eroe buono che deve comporre un puzzle con dei pezzi di ossa di morto per eliminare i mostri, ah!, fighissima quella scena, c’eran tutti gli scheletri e le mosche che ci giravano intorno per la puzza, wow!”. “Ma no” interviene a questo punto il padre, “No, non di quel film quella scena. Quella degli scheletri è di un altro film, ti confondi…” “Ah, boh” replica il bambino. “Io mi ricordo che quando i due si baciano si vedono i mostri che si avvicinano al letto, è quello?”. “Sì, è quello lì” annuisce il padre. “Che poi quando son sdraiati tutti senza vestiti che fanno l’amore arriva un mostro e a lui esce dalla bocca tutta la bava che va in faccia a lei, vero? Fighissimo!”. “Esatto, è quello!”. A quel punto ho accelerato il passo per distanziare leggermente la dolce famigliola. E pensare che i miei genitori mi impedivano di guardare i cartoni animati su Italia 1 perché li ritenevano troppo violenti. (Nel titolo, citazione da Clive Barnes, conferenziere, giornalista, scrittore, critico televisivo e teatrale, 1927-vivente) Scritto da Lucyette | commenti (9) (popup) | commenti (9) Commenti
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