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Anche i monumenti insegnano
E' sempre lei, immancabilmente, ad attirare lo sguardo ammirato di chiunque si trovi in prossimità del paesino. E anche chi ha semplicemente raggiunto la Liguria per prendere il sole, pescare, divertirsi in quelle acque così pure e così limpide, non riesce ad evitare di lanciare una occhiata attenta alla splendida chiesa che svetta sopra la collina a strapiombo sul mare, circondata dalle basse casette e dai carrugi che da secoli costituiscono il piccolo borgo medievale.
E' la chiesa di San Giovanni Battista, costruita fra il 1686 e il 1734 dagli architetti imperiesi Giò Batta e Giacomo Filippo Marvaldi. Intitolata al santo protettore e patrono del borgo, la costruzione è, tuttavia, più comunemente nota con il nome di "Chiesa dei Corallini". Un titolo inconsueto, ma nato per ricordare l'impegno dei "corallini" - erano così chiamati coloro che si occupavano, a fine Seicento, della 'pesca' del corallo, ancora praticata all'epoca in Liguria - nella costruzione della monumentale opera. Si dice che, nel Medio Evo, la costruzione di una cattedrale era un evento grandioso che interessava tutti i cittadini, dal primo all'ultimo. Bene: un più tardo esempio di questo sentimento potrebbe essere rintracciato proprio nella costruzione della Chiesa dei Corallini. Quando, in un momento di difficoltà economiche, i lavori rischiarono di dover terminare lasciando incompleta la costruzione, furono proprio i semplici, umili e poveri corallini a risollevare la situazione, decidendo liberamente di donare agli architetti, per anni, parte dei proventi ricavati dalla pesca del corallo. E fu grazie al loro aiuto che la chiesa, nel 1734, potè, finalmente, essere inaugurata. "Una chiesa barocca nel bel mezzo di un borgo medievale?" sussurrano, fra il perplesso e l'inorridito, tutti quelli che ne sentono parlare senza ancora aver avuto l'occasione di vederla. "Stonerà con il resto del borgo... un bel monumento senza dubbio, per carità, ma... barocco nel mezzo di un borgo medievale...". Poi, una volta vista, da lontano, la sagoma del paese, devono costringersi a tacere, gli occhi spalancati in muta ammirazione. Perché sarebbe impensabile, piuttosto, il paesino privo di quella meravigliosa chiesa, che lo completa, lo abbellisce, lo custodisce, proteggendolo dall'alto, stupenda sulla cima di quella collinetta bagnata dalle onde del mare. Dal mare assunta sorsi su questa punta, scriveva un poeta locale sulla volta della chiesa, liberamente parafrasando i versi latini del Salmo 17, "Assumpsit me de aquis multis super excelsa statuens me". E tutti, osservando il profilo del borgo, devono ammettere, in un sussurro ammirato, che, sì, quella chiesa davvero lo completa, meravigliosa e solenne. "Non reggerà. Non reggerà per nemmeno dieci anni" commentavano critici gli abitanti del borgo che, giorno dopo giorno, vedevano quella monumentale e altissima chiesa nascere, crescere, completarsi. "Crollerà, è certo", ripetevano, accennando malevoli alla carriera non necessariamente esaltante dei due architetti che ci lavoravano. E, a distanza di oltre trecent'anni, la chiesa è ancora in piedi, al centro dell'ammirazione popolare. E quando, nel febbraio del 1887, due violente scosse di terremoto uccidevano, nella provincia, oltre seicento persone, ferendone innumerevoli altre e quasi radendo al suolo le cittadine circostanti, la chiesa ed il suo borgo restavano ferme, immobili, ben salde, senza riportare nemmeno una crepa, nemmeno un danno. E' a questi dettagli che mi capita di pensare, tutte le volte che mi fermo nella piazzetta davanti alla chiesa, con il mare alle mie spalle, il rumore delle onde sulla scogliera nelle orecchie, e la bellezza del monumento nel mio sguardo. Quella chiesa, nella sua semplicità di monumento di sassi e pietra, può insegnarci molte cose. La prima, è che non importa quanto piccolo possa sembrarci il nostro aiuto. E' bello e necessario continuare a collaborare per quello in cui crediamo. Anche i poveri corallini avrebbero potuto tenere per sé i loro piccoli risparmi, certi che non sarebbero state le loro poche monete a fare la differenza. Eppure, senza il loro aiuto la chiesa non sarebbe mai stata edificata. La seconda, è che non sempre le critiche degli altri vanno ascoltate e tenute di troppo peso. I due architetti avrebbero potuto arrendersi, schiacciati dal peso delle critiche, certi che la loro costruzione sarebbe crollata, di lì a pochi anni, con chissà quali costi e conseguenze per il paesino. Eppure, a distanza di oltre trecento anni, c'è ancora chi ammira e loda il loro lavoro. Un lavoro che ha il merito di aver resisitito alla sfida del tempo, delle critiche, dei dubbi, e persino dei più imprevedibili disastri naturali. ![]() Scritto da Lucyette | commenti (7) (popup) | commenti (7) Commenti
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