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Allora. Dunque. Io ho un corpo.
E fin lì suppongo che nessuno di voi lettori sarà stupito alla notizia: in ogni caso, comunque, sì, ho un corpo. Un corpo che non sarà troppo alto, e non sarà nemmeno particolarmente in carne, va beh, però è il mio corpicino. E occupa, insomma, il suo spazio nell'ambiente circostante, voglio dire. Oltre ad avere un corpo, io ho un pezzettino di corpo molto, molto, molto delicato. Un piccolo rombo di pelle dalle dimensioni di circa 1,8 per 1 centimetro. L'ho misurato apposta, adesso, col righello. Una piccola parte, insomma. Una piccola parte che a causa di una brutta ustione di anni fa mi fa ancora molto male, ed è molto delicata. Per la minima cosa, fa male. Tant'è vero che, essendo sul collo del piede, mi costringe a non indossare mai calzini spessi o scarpe troppo "accollate" (non mi vedrete mai in stivali o scarpe da ginnastica, insomma), se no mi fa sentire subito un forte dolore. Ma, insomma, è un quadratino di dimesioni 1,8*1 cm. Una inezia rispetto alla superficie totale del mio corpo, voglio dire. Ebbene, dov'è che, stamattina, sbattendo inavvertitamente contro un'anta di un armadio lasciato aperto, mi spelo? Sul microscopico pezzettino di pelle che mi fa vedere i sorci verdi già solo se schiacciato leggermente da un calzino: mi pare ovvio. Non è nemmeno un taglio che parte da un certo punto, finisce in un altro, e casualmente passa anche sopra il pezzettino a suo tempo ustionato, ché allora uno direbbe "Va beh, son sfortunato, ho una sfortuna nera, capita". No no: mi sono spelata, con tanto di sanguinamento e pelle portata via, solo ed esclusivamente su quel centimetro quadrato di pelle che è delicatissimo. Ed ora impiego un quarto d'ora di orologio per zoppicare dal salotto alla camera da letto di casa mia (distanza prevista: l'attraversamento della piccola entrata), con sfitte che - seriamente - penso potrebbero fare invidia a un ferito grave. Per uno spelone. No, non ditemi che sono sfortunata. Non rende bene l'idea, temo. E... no, non compatitemi: ridete pure. Il medico dal quale sono andata stamattina, dopo aver ascoltato la dinamica dell'incidente che mi ha fatto così male, mi è scoppiato a ridere in faccia, ed io mi son messa a ridere con lui. Perché, sì, voglio dire, ora non riesco a camminare per via di una piccola spelatura al piede: è incredibilmente ridicolo, lo so. Ahio, però: è anche doloroso ![]() |
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