sabato, 13 maggio 2006

Quando si ha tanto tempo libero...

 

La sento parlare mentre, stanca, solleva lo sguardo dal quaderno di Algebra sul quale era inutilmente chinata. “Che palle, per domani c’è Greco da preparare e io questo pomeriggio devo organizzare la mia festa, come faccio a studiare?”.
“Festa?”. Le lancio una occhiata vagamente curiosa, accantonando a mia volta, per un attimo, l’idea di scendere a patti con un logaritmo che proprio non ne vuol sapere di venire.
“Sì, il mio diciottesimo” annuisce con un gran sorrisone lei, che chiaramente non chiedeva altro se non di poter illustrare a qualcuno i suoi progetti. “Abbiamo fissato per oggi l’appuntamento col catering, che mi organizza tutto: buffet, sedie, tavoli, tovaglie, bicchieri, fa tutto lui. Solo che voglio esserci anch’io, non voglio lasciar decidere tutto ai miei genitori: ne ho già incontrati due, di catering, prima, ma il servizio non mi soddisfaceva, quindi voglio essere proprio sicura che questo vada bene, ormai manca poco”.
“Scusa…” la squadro per qualche secondo, le sopracciglia sollevate, in un silenzio esitante: “ma tu gli anni non li compi a settembre?”.
“Sì, esatto. Il quindici settembre. Faccio la festa proprio il quindici: mi va bene che è venerdì, così il giorno dopo non c’è scuola e si può dormire”. E sorride ancora, soddisfatta, riprendendo in mano la biro per ricontrollare il suo esercizio.
Dal canto mio sbatto le palpebre per un paio di volte, lanciando una occhiata veloce al calendario. Okay, non ho le allucinazioni io: siamo proprio in primavera.
“Scusa…” chiedo ancora, piano, esitante. “Tu fai la festa al quindici settembre e hai fretta di incontrare il catering adesso?”. Tralascio il mio sconcerto all’idea di una ragazzina che si fa portare da un catering le posate per la festa di compleanno, tanto lì non c’è da discutere, e ricomincio: “Voglio dire, c’è tutta l’estate in mezzo, ne hai di tempo…”.
Lei mi guarda uno sguardo totalmente sconcertato, lasciandosi cadere di mano la penna. E lo esclama ad alta voce, il suo “Ma sei pazza?”. Incurante di aver attirato lo sguardo di tutti gli altri ragazzi nella stanza, prosegue: “D’estate, a giugno luglio agosto, non c’è nessuno, sono tutti in vacanza, le agenzie sono chiuse, e poi quando li do gli inviti, io? Anzi, devo chiamare la tipografia, perché se non si decide a stamparmeli in fretta poi la gente parte: entro la prima settimana di giugno io devo aver fatto assolutamente tutto, ecco!”.
“Distribuisci a giugno gli inviti per una festa a metà settembre?” chiedo debolmente, mentre una terza ragazza interviene: “Beh, Lucia, guarda che ha ragione. Io ho già ricevuto inviti per feste a fine ottobre, non è così strano. Con tutta l’estate di mezzo… e poi, anche per gli invitati, ci deve essere un po’ di tempo, scusa… per decidere come vestirsi, per provare l’abito, scegliere le scarpe, la borsa e la pettinatura…ha ragione, sai”. E stringe le spalle, con il tono di chi compie una pacata e ovvia osservazione.

E allora io mi trovo a ripensare alle feste per i diciott’anni che alcuni ragazzi hanno già fatto. E ripenso anche al sorriso che mi aveva strappato, un elegantissimo biglietto nel quale venivo ufficialmente invitata, dal Signore e dalla Signora TalDeiTali, alla “festa in onore della loro figlia Roberta”, mia compagna di classe con la quale scambio a malapena, quando capita, qualche parola fra i banchi di scuola, e nulla di più. Ripenso alla faccia sconcertata di mia mamma quando, visto l’invito, aveva letto l’indicazione di presentarsi con cravatta nera, o quando, girando il biglietto, era stata informata dell’esistenza di un pratico servizio di navetta che avrebbe condotto al luogo dei festeggiamenti. Un pullman privato affittato dalla famiglia della festeggiata: eh sì, perché la festa si sarebbe tenuta in una villa molto lussuosa ma anche molto al di fuori del centro cittadino, pressoché irraggiungibile con i mezzi pubblici e senza lo scomodare fino a tarda notte genitori-autisti.

Penso ad un’altra ragazza che era arrivata a interpellare la sua professoressa di liceo con queste motivazioni: “Professoressa, lei per il 30 maggio ha fissato una verifica, solo che io il 29 ho il diciottesimo, viene quasi tutta la classe, e quindi il 30 saremo tutti stanchissimi, non avremo dormito la notte… non è che può spostare la verifica alla lezione dopo?”.
E la professoressa, senza nemmeno un attimo di esitazione, correggeva la data della verifica sul registro: perché come si fa, come si fa ad ostacolare i grandiosi festeggiamenti di un diciottesimo?

Guardo i futuri diciottenni e li vedo tutti presi a fare il conto alla rovescia per il loro compleanno. La maturità, la possibilità di votare, la patente, l’ingresso ufficiale nell’età adulta! E poi i genitori ci daranno più libertà, ormai siamo maggiorenni che diamine, e possiamo andare via di casa quando vogliamo, che bello, evviva, non resisto, diciott’anni, come invidio quelli che hanno già diciott’anni! E poi… il diciottesimo, ragazzi, il diciottesimo! Ma ci pensate al nostro diciottesimo?
E al solo sentir nominare quella magica parola, i loro occhi si illuminano, specchio di una mente persa in un mare di fantasie su festeggiamenti principeschi e brindisi fino a notte fonda.

Okay, forse, io, a suo tempo, ho avuto dei motivi validi per non sognare festeggiamenti grandiosi per i miei diciott’anni. Da qualche tempo a questa parte la data del mio compleanno è foriera di brutti ricordi, quindi avevo, forse, i miei buoni motivi per non aver voglia di festeggiare in quel preciso giorno.
Ma, in ogni caso, proprio non riesco a capire e a far mio tutto questo entusiasmo per i diciott’anni. Voglio dire, e che ti cambia? Spero bene che nessun genitore cambi di punto in bianco le regole di comportamento imposte a suo figlio, solamente perché il ragazzo è entrato nel suo diciottesimo anno d’età. E non riesco proprio a vedere – nemmeno sforzandomi – alcun vantaggio pratico nell’arrivo della maggiore età, per quanto riguarda la vita di un ragazzino che sicuramente resterà in famiglia fino al termine del liceo e probabilmente anche dell’Università.

L’entusiasmo e l’ansia con i quali ho atteso i miei diciott’anni sono stati tali che il mio migliore amico si è completamente dimenticato della data del mio compleanno (anzi, a pensarci bene dubito che tutt’ora abbia fatto caso alla sua dimenticanza… e del resto, perché avrebbe dovuto, insomma?), che i miei genitori non mi hanno fatto alcun regalo, e che neppure la maggioranza dei miei parenti si è prodigata, grazie al cielo, nel riempirmi di doni e di soldi.
E il mio diciottesimo compleanno è trascorso in modo totalmente quotidiano, fra scuola, esercizi a casa, ripetizioni di Italiano date gratuitamente a un ragazzino e a letto presto ché ero stanca. E tanto bene che son stata, voglio dire!

Ecco, io ripenso al mio compleanno e penso alla festa sontuosa che quell’altra ragazza sta organizzando, fra posate, tovaglie, inviti e decorazioni floreali procurate dal catering. Con la speranza che il terzo organizzato soddisfi le sue aspettative, se no a settembre è ancora lì a cercare. Ripenso al caos che era scoppiato quando un mio compagno di classe, invitato ad una festa alla quale bisognava “presentarsi con cravatta nera”, aveva in animo di vestirsi con un semplice paio di pantaloni scuri ed una giacca, non avendo nel suo guardaroba completi più eleganti. E c’è mancato poco che la festeggiata non lo insultasse: che diamine, era il suo diciottesimo, lei voleva la festa elegante, e allora tutti andavano vestiti come diceva lei, oppure potevano anche non presentarsi!

Raccontavo di questa furibonda lite, qualche tempo fa, a una ragazzina che talvolta sento, e che era rimasta sconvolta nell’ascoltare le mie parole. Lei aveva come attenuante, però, il fatto di non essere assolutamente abituata ad un simile genere di festeggiamenti. Per lei era una cosa totalmente fuori dal mondo, l’idea che una ragazza volesse festeggiare il suo compleanno in un galà stretto nei lacci del galateo, piuttosto che in un party, magari in discoteca, in cui ridere e scherzare in tutta libertà.

Io, in realtà, questo aspetto ad esser sinceri già lo conoscevo, ed immaginavo anche le feste eleganti tanto sognate dai miei coetanei. E, per carità, molto meglio una festa elegante che una simil-orgia in discoteca, non lo nego… però continuo a ripensare alla ragazza affannata alla disperata ricerca del catering che faccia per lei, e non riesco a far altro che scuotere la testa allibita.
Ogni tanto, pensando al mio futuro, sono stata io la prima ad ammettere che, forse, a causa di alcuni miei comportamenti, ripensando a quest’anni miei e a me stesso, potrei pentirmi, e persino, spesso, ma sconsolato, volgermi indietro.

Ma, santo cielo… davvero non riesco a concepire l’idea di poter rimpiangere il non aver dilapidato mezzo patrimonio per organizzare una festa alla quale invitare decine e decine di perfetti sconosciuti … sconosciuti, però con un buon nome. Una festa in cui non c’è nemmeno spazio per gli amici e i sentimenti veri, a giudicare da come tutto è organizzato. Dai regali (la ragazza del catering ha aperto una lista diciottesimo in una nota gioielleria. Tu vai lì, lasci i soldi, lasci un messaggio, alla fine lei passa a ritirare, vede chi le ha dato cosa, e poi si sceglie il regalo che vuole), agli inviti, agli abiti, alle sedie, alle decorazioni sulle forchette.


Scritto da Lucyette | commenti (8) (popup) | commenti (8)
Commenti
#1   14 Maggio 2006 - 09:51
 
La mia festa per il diciottesimo fu a casa mia, preparai una cenetta ai miei più grandi amici, in tutto eravamo una quindicina compresi i miei fratelli. Queste sono le feste che piacciono a me! ^_^
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AstridPurple

#2   15 Maggio 2006 - 19:16
 
Pure io il diciottesimo l'ho festeggiato tranquilla a casa, con la famiglia e gli amici più stretti.

Leggere questo post mi ha un pochino sconvolta...a me pare inconcepibile il tutto...soprattutto che la tipa organizzi quattro mesi prima! O_O
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Elspeth

#3   15 Maggio 2006 - 20:02
 
Anche io lo festeggerò molto tranquillamente °_°
Anche perchè mica deve festeggiare la figlia di un Re -.-°

Odio le esagerazioni, sinceramente :S

Bentornataaaaaaaaaa (Quasi :P)

Un mega baciotto :*
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#4   16 Maggio 2006 - 13:38
 
Che schifo... .__.

..Va bè, neppure io l'ho festeggiato. Anzi, forse l'ho passato persino peggio di te. Col diciannovesimo poi ho raggiunto l'apice della tristezza.. o.o'

E ti dirò.. per adesso, non è che me ne penta troppo >.>

..io a questa scema le avrei riso in faccia (e non scherzo.. purtroppo - o per fortuna - sono fatta così O.o). Non le sopporto queste cavolate. =.=
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#5   17 Maggio 2006 - 00:29
 
Non per farmi i fatti tuoi eh...
Ma i tuoi compagni di classe son tutti figli illegittimi di Agnelli? 0.ò
Cioè...
A parte la mia festa del diciottesimo (dieci anni fa ç__ç) in pizzeria con una quindicina di amici.
A parte che queste sono alla fine le feste che più ti rimangono impresse.
Ma poi...
I soldi per il catering, la navetta, mazzi e pazzi vari? Mica me la potrei permettere io una festa del genere -.-
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#6   17 Maggio 2006 - 17:40
 
Astrid: ma infatti. Fra l'altro sono anche feste più spontanee. Cioè, io posso ancora capire il voler fare una festa elegante in lungo, per carità... personalmente, fossi proprio costretta a scegliere fra le due, preferirei pure io quella piuttosto che il party in discoteca. Ma quello che mi sconvolge è l'invitare oltre un centinaio di persone, compresa gente che - come ad esempio sono io per la ragazza della navetta - non frequenti assolutamente al di fuori dei banchi di scuola. Ti trovi con duecento invitati in un grande parco con candele e banchetti di caviale... e poi? Cioè, ti diverti? o.o'
Io potrei ancora capire il banchetto di caviale per la tua cerchia di amici stretti (cioè: non lo capisco lo stesso, ma ammettiamo)... ma veramente non mi capacito per il numero di invitati O_O
Su duecento persone (che vengon lì giusto per farsi belli o per vedere com'è, visto che non son manco tue amiche, fra l'altro)... manco puoi salutarle tutte che la festa è già finita O__O'


Elspeth: Beh, se l'altra ragazza non mentiva e davvero le sono arrivati già ora inviti per fine ottobre... mi sa che non è l'unica -.- Giuro, io non la capisco. E non capisco come possa essere più divertente o indimenticabile una festa così, piuttosto che una serata a casa tua con i tuoi più cari amici a mangiar la pizza e a scherzare ç__ç

Korny: Grazie per il bentornata! :D
E... mi raccomando, tu non fare come questa qui, eh :P

ArancioMacchia: Ma guarda che io l'ho mica trascorso in un modo brutto, il mio diciottesimo compleanno O__O Andata a scuola, tornata a casa, studiato, dato ripetizioni, guardato un po' di televisione, letto un po', andata a dormire... per me questa è una giornata molto tranquilla e serena e soddisfacente, non avrei davvero chiesto di meglio, giuro o.o
Né mi pentirò di averla passata così, direi... io mi riferivo ad esempio all'idea che, un...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lucyette

#7   17 Maggio 2006 - 17:41
 
Ma porca la miseria, ora pure la lunghezza del commento, ti limitano? o.o'

Dicevo:


______________________________

Né mi pentirò di averla passata così, direi... io mi riferivo ad esempio all'idea che, un giorno, potrei ritrovarmi con un enorme numero di libri letti, ma, che so, un numero minimo di ricordi di pomeriggi passati in compagnia di altri ragazzi a scherzare. Che ci posso fare se mi diverto molto di più a casa a leggere e approfondire cose che mi piacciono, piuttosto che ad andare, che so, a far shopping con altre ragazze? Far shopping mi annoia e resto molto spesso a casa da sola: io ora ne son felicissima, ma, chissà... magari a cinquant'anni potrei avere il rimpianto di esser stata troppo topo di biblioteca... per dire. Di sicuro non mi pentirò di non aver fatto baldoria al mio compleanno :P :P
Per la scema del catering... sì, le prime volte ero allibita pure io, senza parole e senza manco la forza di mettermi a ridere... alla fine ci ho fatto l'abitudine, bene o male -.-

Yuzak: risposto sul tuo blog dettagliatamente :P Diciamo che... no, non son figli illegittimi di Agnelli ma fra quei banchi si son seduti, a suo tempo, anche Agnelli legittimi.
Evidentemente, i soldi per pagarsi tutte 'ste scemenze ce li hanno (beh, chiaramente pagano non loro ma i genitori... ma quello mi pare ovvio)... che te devo dire, buon per loro :P

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#8   19 Maggio 2006 - 09:20
 
mi sto sempre chiedendo che razza di scuola frequenti o.O

..da me comunque al massimo si sono affittati una discoteca. Il che è comunque sproporzionato all'importanza dell'evento, secondo me (specie vedendo chi festeggiava >.>) ....XD
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