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Tempo fa, tutti quanti si era a Assisi. Ed era il nostro un gruppetto eterogeneo, composto da due giovani più o meno sani di mente, comunemente noti come “Lucia” e “Andrea”, e accompagnati da alcune gentili signore.
Orbene. Quando sono scese dal treno e sono arrivate in albergo, le tre signore hanno letteralmente sfiorato la crisi di nervi. Lucia e Andrea hanno preso le chiavi delle loro stanze, sono andati a disfar le valigie, si sono fatti una doccia, hanno ammirato il panorama, e hanno insomma fatto tutte quelle cose che normalmente si fanno quando si arriva in un accogliente albergo. Le tre signore, invece, hanno iniziato a inveire contro il mondo. L’albergo era una schifezza. L’albergo non era accogliente. L’albergo era pericoloso per la salute. L’albergo era pieno di zanzare. Orrore! Quella sera, a cena, le signore hanno iniziato a piangere calde e angosciose lacrime alla prospettiva di dover passare una notte fra le zanzare. Andrea ha pazientemente cercato di spiegar loro che non ci trovavamo in un’area ad alta endemia malarica, ma è stato tutto inutile. Quella notte le signore hanno preteso di essere portate ad Assisi alla ricerca di una farmacia: Lucia e Andrea si sono silenziosamente guardati, e hanno impercettibilmente sollevato gli occhi al cielo. Il mattino dopo le signore hanno ripreso la ricerca con crescente disperazione, mentre Lucia e Andrea si fissavano perplessi e vicendevolmente commentavano di non essere nemmeno stati sfiorati da una zanzara nel corso della notte. Per l’ora di pranzo, l’intenso stress aveva fatto scoppiare a piangere una signora. Nel primo pomeriggio, Lucia e Andrea non cercavano nemmeno più di nascondere il loro sconcerto, mentre, seduti sotto al pergolato, guardavano le tre donne affannarsi e disperarsi, e vagare per tutte le farmacie di Assisi e dintorni. Ma quella sera, finalmente, un flacone di Autan finì nelle grinfie rapaci delle tre signore. Tre ore più tardi, il vile Andrea era capitolato davanti alle lusinghe di cotanto portento, e si era fatto prestare lo spray “perché visto che ci siamo… per prudenza…”. Quanto a Lucia, nel suo sdegnato orgoglio ha proseguito ferma per la sua strada. Ormai era una questione di principio: non puoi criticare per un giorno tre persone, e poi comportarti esattamente come loro non appena ne hai l’occasione. Abbiamo detto che ad Assisi non c’è la malaria? E allora siamo coerenti anche nelle nostre azioni! Che diamine! Insomma. Indovinate chi è quella cretina che, per principio, ha rifiutato di usare qualsiasi repellente, e come diretta conseguenza ne ha rimediato il morso di un ragno? _______________
Un ragno anche moderatamente velenoso, a giudicare dalle imponenti reazioni scatenate, e che a distanza di quindici giorni non si sono ancora sopite del tutto. In effetti, mi dicono che, per guarire rapidamente e in modo definitivo, dovrei fare lunghi bagni caldi e tenere l’arto colpito - nel mio caso il piede sinistro - in posizione sollevata. Facile, visto che in pieno luglio un bagno caldo ispira molto, e che io, notoriamente, so camminare sulle mani. |
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