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domenica, 08 giugno 2008


Avete presente il gioco del trenino, che spopola in ogni parco per i bimbi?
Un trenino scoperto affollato di bambini passa sotto ad un palo, al quale è appeso un pupazzo legato a un filo. I bambini cercano di afferrarlo, e il macchinista tira il filo per allontanarlo dalla loro portata: vince, ovviamente, il bambino che per primo prende il gioco e ne fa il suo premio.
Ebbene.
Oggi ho scoperto le origini di questo gioco.




Ticinum non è solo l'antico nome di Pavia: Ticinum è anche il suo fiume, che traversa la città dolcemente, donandole acqua, ricchezza, e vita. Il Ticino è forse il migliore amico del Pavese, ed è senza dubbio nel Ticino che i Pavesi di un tempo che fu godevano dei loro svaghi migliori. Come, ad esempio, il Palio dell'Oca.

Era una grande festa, il giorno del Palio dell'Oca. Il fermento in città iniziava dalle prime ore del mattino, quando i quartieri della ridente Pavia si mettevano in moto per l'importante competizione.
I barcé, sul Ticino, preparavano i remi e controllavano le imbarcazioni.
Le lavandare, poco lontane, si affrettavano per terminare il lavoro, e si preparavano a godere una giornata speciale.
I popolani, da ogni parte della città, affollavano il Ponte Coperto e si preparavano a grandi emozioni.
E lì, proprio lì, da una delle arcate del Ponte... lì, proprio lì, veniva calata un'oca.

Era un'oca viva, in buona salute e ben ingrassata.
Veniva legata per le zampe, ed era lasciata lì a spenzolare come una scema a testa in giù, giù dal ponte.
Il suo becco si trovava a circa tre metri dall'acqua, e la povera bestia non poteva far altro che starnazzare aspettando rassegnata la sua sorte.
A un chilometro di distanza, un trombettiere dava il via alla gara: le imbarcazioni di barcé saettavano veloci lungo le acque del fiume, determinate a aggiudicarsi l'ambito premio.
Vinceva il barcaiolo che per primo arrivava all'altezza del Ponte, e riusciva ad afferrare per il lungo collo l'innocente e starnazzante oca.

E adesso ditemi voi se tutto ciò non è drammaticamente simile al trenino per bambini che io amavo tanto.





Oggi, sotto una pioggia inclemente, a Pavia l'abbiamo rifatto, il Palio sul Ticino.
Però stavolta, vi posso assicurare, c'era tanta bella gente, ma - garantisco - di oche nemmeno l'ombra.










Scritto da Lucyette | commenti (5) (popup) | commenti (5)
Commenti
#1   09 Giugno 2008 - 14:30
 
Proprio mentre io pensavo di scriver del "zogo dell'oca" di Mirano...

Uhm...Però la tradizione dell'oca potevano conservarla...Che so, magari sostituendola con qualcos'altro.

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#2   09 Giugno 2008 - 21:37
 
Grazie della visita, Lucyette! E scopro con piacere che parli di Pavia, dove ho studiato e vissuto per un po'... la mia seconda patria, si può dire. Per studio e per amore. =^^=
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#3   09 Giugno 2008 - 23:16
 
Ma dimmi te, oggi è la giornata delle vite parallele, evidentemente. FolleGiocattolaio che voleva scrivere un post simile, Fantadebby che - salta fuori - ha abitato come me le aule dell'Alma Ticinensis...!

"Però la tradizione dell'oca potevano conservarla...Che so, magari sostituendola con qualcos'altro".
Concordo!
Io avrei addirittura preso un peluche di un'oca, devo dire: gli animalisti sfegatati non avrebbero gradito, ma a un certo punto non son problemi del comitato organizzatore... cioè, voglio dire, se vuoi fare una rievocazione storica, falla il più fedele possibile! :P
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#4   10 Giugno 2008 - 13:15
 
vero!
non dico un'oca vera... però un peluches sarebbe andato benissimo...e la rievocazione sarebbe stata piu verosimile!
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#5   10 Giugno 2008 - 14:13
 
Già!
Va detto che la rievocazione era un po' miscuglio di fatti diversi, a onor del vero: rievocavano il Palio dell'Oca, ma i costumi medievali erano per ricordare un altro evento del 1431, che con le oche non aveva niente a che vedere.
Il Palio dell'Oca pare fosse una pratica più tarda, o, quantomeno, più tarda è la prima attestazione in materua.

Questo per essere più precisi.
Ciò non toglie, tuttavia che... l'oca ci voleva!
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