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Per maria ac montis fluviosque rapacis
A Torino, quando arriva la primavera, non te ne accorgi quasi. I palazzoni sono troppo alti per farti intravvedere le rondini in volo, e l’aria inquinata della grande metropoli soffoca immancabilmente il profumo di verde e di fiori. L’esplosione di colori nei viali alberati – ordinati e impeccabili, come nella migliore tradizione sabauda – è quasi discreta, in perfetta linea con la Weltanshauung torinese: esageruma nen. L’arrivo della primavera lo cogli forse inconsciamente, inspirando a pieni polmoni il profumo dei fiori che sbocciano nei giardini di maggio: ma è un arrivo timido, in punta di piedi. Persino la Natura si sottomette a quella riservatezza tutta torinese.
A Pavia no. A Pavia decisamente non è così. A Pavia la Primavera irrompe, se ne infischia dell’ordine, va avanti per la sua strada. A Pavia il sole brilla senza riguardo; ti abbagliano, i suoi raggi che si riflettono sulla superficie liscia delle acque del Ticino. A Pavia piove, piove di quei temporali quasi estivi che ti tolgono il fiato, che sorprendono impietosamente gli ignari passanti che camminavano in strada. Ma poi un arcobaleno ti fa l’occhiolino: che pensavi? Credevi che ci fossimo dimenticati che questa, proprio questa, è la Primavera? A Pavia si schiudono le uova, le prime nidiate prendono il volo. A Pavia una coppia di merli ha fatto il nido nel giardino di casa tua, e il loro tsii sottile ti saluta la mattina, accompagnando il tuo risveglio. A Pavia le farfalle volano, le coccinelle abbondano; a Pavia, se cammini sulle rive dei fiumi, li vedi: sono lì, i cuccioli delle nutrie, che timidamente si inerpicano sulle sponde per brucare un filo d’erba. E… no: le nutrie non sono delle grosse pantegane, se a qualcuna fosse venuto il dubbio. A Pavia i raggi del sole fanno risplendere le mura chiare dell’Università. A Pavia fioriscono le magnolie: e lo dice anche Beppe Servergnini - all‘università di Pavia i ragazzi studiano sotto le magnolie. E il glicine. A Pavia sei chiusa in aula e aspetti il tuo turno per l’esame: poi il vento improvviso spalanca la finestra, fa sbattere le imposte, e invade la stanza di un meraviglioso profumo di fiori. A Pavia non senti il rumor dei motori, ma il cinguettio scomposto di capinere e passerotti. A Pavia, come in ogni piccola città non soffocata dallo smog, hai una percezione chiara e ben tangibile del risveglio della Natura, che ha dormito per un lungo Inverno e ora si riveste di abiti colorati. A Pavia il sole ti abbaglia, il profumo ti rallegra, il cielo azzurro ti sorride. E poi ti ritrovi la casa piena di insetti e non hai idea di dove possano essere entrati, porcaccialamiseria e accidentialoro. Scritto da Lucyette | commenti (5) (popup) | commenti (5) Commenti
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GIORNI PASSATI |