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Solo in casa mia...
Nel corso delle estenuanti settimane di studio in preparazione all’ultimo esame, c’è stata un’unica cosa che mi ha spinta, incessante, ad andare avanti: la prospettiva di dormire quantomeno fino a mezzogiorno nella prima mattina di libertà.
Ovviamente, nella prima mattina di libertà sono stata buttata giù dal letto alle otto e un minuto, mentre il telefono in salotto squillava impietosamente. “Pronto?”. “Pronto? E’ lo studio del dottor Zuzzilli?”. “Ehm… no”. “Come, no?”. “No. Questa è una casa di un privato, avrà sbagliato numero, signorina. Arrivederci”. Con gli occhi ancora chiusi e una camminata in perfetto stile zombie, ritorno nel mio letto, mi reinfilo sotto le coperte, mi sistemo ben bene il cuscino… e il telefono squilla ancora. “Pronto? E’ lo studio del Zuzzilli?”. “… no. E’ sempre la casa del privato di prima, signorina. Arriv…”. “Ma scusi. Questo non è lo 03bla bla bla?”. “Sì. Ma è casa mia, non lo studio del dottor Zuzzilli”. “Ah! E mi sa dire dove posso contattare il dottore, gentilmente?”. “Ehm… no”. “Come no!”. “No. Non ho idea di chi sia, costui”. “Ma se vive a casa sua!”. “No, non vivo a casa del dottor Zuzzilli. Io vivo a casa mia, e il dottor Zuzzilli vive, presumo, a casa sua: questo dottor Zuzzilli io non lo conosco, non ho idea di chi sia, e non sapevo manco che esistesse. Arriv…”. “E’ un ginecologo!”. “Ehm… mi fa piacere. Continuo comunque a non conoscerlo”. “E come faccio, ora? La mia amica Miky mi ha dato questo numero: ma Lei è proprio sicura sicura di non conoscerlo?”. “Sicurissima”. “E non conosce qualche altro ginecologo? Uno bravo, che non racconti tutto ai genitori? La prego!”. “… ehm… no”. “Ma potrei essere incinta!”. “Auguri e figli maschi…”. “Ma io non lo voglio! Come faccio? Lei è una donna, ci sarà passata!”. “Ehm… no”. “Ma io sono disperata! La prego, mi aiuti!”. “La vita è un dono del Signore…”. “Ma non è che Lei è una di quelle segretarie stronze che fanno obiezione di coscienza? Perché io sono sicura che è questo il numero dello studio, Lei mi deve passare il dottore, subito!”. “Ehm… no. Non sono una segretaria e Le ripeto che non conosco nessun dottor Zuzzilli. Questa è casa mia e per la sua gravidanza non so cosa farci, signorina; adesso, se permette, torno alle mie cose”. “Ah… vabbeh… ”. Solo questa, ci mancava. Scritto da Lucyette | commenti (12) (popup) | commenti (12) Commenti
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