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A mali estremi
“Ehi… ormai mi avete dato il tempo di sistemare casa, il tempo di conoscere Pavia, il tempo di far passare la parte più fredda dell’Inverno… quand’è che mi venite a trovare?”, protesto al telefono con Andrea.
Dall’altra parte della cornetta, lui esita. “Lucia… fosse per me, anche subito, è che sto combattendo una dura battaglia con Lui, per il tuo bene”. Aggrotto le sopracciglia: “e perché? Lui non vuole venire? Ma se mi aveva detto che…”. “No no… Lui vuole venire eccome”, sospira Andrea, afflitto: “è che vuole piombarti lì all’improvviso, per una visita a sorpresa”. Segue un lungo silenzio. “No, no, ti prego”, sussurro con la voce rotta dal terrore: “voglio farvi vedere casa mia, ma non posso se venite qui quando è tutta in disordine, e poi lo sai come sono: devo programmare tutto, odio le sorprese di questo tipo, non potete arrivare qui senza avvisare, io devo organizzare tutto per…”. “E’ quello che sto disperatamente cercando di fargli entrare in testa”, risponde lui, stancamente, “ma Lui dice che in fin dei conti poi ti farebbe piacere…”. “No, non credo proprio”, ribatto con decisione. “Fagli passare dalla testa ‘sta idea balzana, ora”. Andrea sospira. “Ci sto provando, te l’ho detto, ma sai Lui com’è fatto: non è che puoi andare da Lui e dirgli di no, che non ci pensi nemmeno ad ascoltarlo: non credo proprio che gradirebbe, e…”. “Allora digli che va bene, ma fammi una soffiata uno o due giorni prima”, esclamo entusiasticamente. “Non lo saprà nessuno, morirò portando il segreto nella tomba!”. Andrea fa schioccare la lingua sul palato: “naaa, non ci crederebbe mai, non sai mentire…”. “Ma che ne sai, tu?”, ribatto velocemente: “magari ti mento tutti i giorni e non ne hai idea… dai, dai, sono una brava attrice!”. “Ma no, non saresti credibile…”. “Andrea, giuro che se mi fai la soffiata io mi fingerò sconvolta, nel momento del vostro arrivo”. Andrea tace, scettico. “E giuro che poi farò anche finta di arrabbiarmi con te!”. “Con me?”, ripete, sconcertato. “Con te!”, ribatto io, allegramente. “Con te, perché avresti dovuto avvisarmi uno o due giorni prima e invece non l’hai fatto: giuro che ti insulterò, e che non ti rivolgerò la parola per tutto il giorno!”. C’è un lungo silenzio. Andrea, dall’altra parte della cornetta – ne sono sicura – ha aggrottato le sopracciglia. “Cioè, insomma… cornuto e mazziato, in pratica?”. “Esatto! E non è un'idea meravigliosa?”. Scritto da Lucyette | commenti (7) (popup) | commenti (7) Commenti
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GIORNI PASSATI |