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Settimo anno
2000
Harry Potter bussò rabbiosamente allo studio del professore di Pozioni. Era la quarta volta in tre settimane che Piton lo metteva in punizione in concomitanza con gli allenamenti di Quidditch della squadra di Grifondoro. Harry ne era sicuro: se non fosse stata imminente la partita con i Serpeverde, Piton non avrebbe passato le ultime lezioni a gravitare attorno al suo banco, cogliendo ogni occasione per punire Harry e allontanarlo dagli allenamenti. “Sei in ritardo, Potter”, l’accolse, fredda, la voce di Piton, non appena Harry ebbe superato la soglia. “Lo so, signore”, replicò lui inghiottendo la rabbia: “la professoressa Back mi ha trattenuto, voleva – “Lucia? Ci sono le Sorelle X sugli scogli, hai visto?”, si è intromessa mia mamma. “A-ha”, ho risposto molto distrattamente, succhiando la punta della penna bic e ricominciando a scrivere. “Voleva darti esercitazioni private di Difesa?”, gracchiò Piton puntando i suoi occhi neri in quelli di Harry. “E’ quello che ho detto”, ribatté freddamente H - “Per cui, tu adesso ti alzerai da questa sedia a sdraio e andrai a salutarle”, ha proseguito mia madre in tono conciliante. “Ma non ci penso proprio!”, ho risposto cancellando le ultime due righe: “sto scrivendo, sono arrivata a un punto molto importante, Ron Weasley…”. “Lucia”, mi ha interrotta mia madre molto dolcemente. “Non me ne importa niente di Ron Weasley. Siamo al mare, siamo in vacanza, stiamo anche pagando uno sproposito per questo posto in prima fila centrale, e tu te ne stai qui tutto il giorno sotto l’ombrellone con un Dizionario della Mitologia Classica a inventarti il seguito di Harry Potter. Ti sto dicendo che è appena arrivata una tua amica, per cui adesso ti alzerai e la andrai a salutare”. “Non è una mia amica”, ho replicato puntigliosamente. “E’ una conoscente. E Ron Weasley è in pericolo di vita, mentre Piton sta per fare una rivelazione importante. Le Sorelle X possono aspettare”. “Molto bene”, ha replicato mia madre irritata: “vuol dire che le saluterò io”. “Sì, sì… salutale da parte mia”, ho risposto distrattamente, reimmergendomi nel mio quaderno fitto fitto di parole. Harry aveva aperto la bocca per rispondere al professore, ma in quel preciso momento un grido echeggiò lungo il corridoio del sotterraneo. Piton scattò in piedi, mentre - “Lucia! Ciao!”, ha esclamato gioiosamente l’Amica Ancora Da Trovare, parandosi davanti a me con un sorriso a trentadue denti. “Abbiamo visto tua mamma, dice che avresti tanto voluto venire a salutarmi, ma non hai potuto per una strana affezione che ti impedisce di camminare sulla sabbia… è terribile”, ha aggiunto costernata, dopo un attimo di riflessione: “ma come te la sei procurata?”. “Non ne ho idea, chiedi a mia mamma”, ho risposto senza troppo entusiasmo, guardando storto il sorriso esaltato della ragazza. “In realtà in questo momento sono molto impegnata, ho…”. “Sì, lo vedo”, ha annuito lei, fissando incuriosita il quaderno aperto sulle mie gambe. “Compiti delle vacanze?”. “No”, ho replicato, portando indietro le spalle e dandomi un tono molto professionale. “No, in realtà sto scrivendo un libro”. “Wow”, ha commentato l’Amica Ancora Da Trovare. “Sì, è in questo momento sono arrivata a un punto cruciale, e se perdo il filo poi devo rileggere tutto il capitolo per ritrovarmici”, ho rincarato con il tono navigato di un Premio Pulitzer, “per cui, se non ti dispiace, io…”. “E scrivi un libro su cosa?”, ha chiesto la ragazza, gaudente, senza aver dato il minimo segno di aver sentito la mia ultima frase. “Harry Potter”, ho sibilato, progettando di affogare quella scocciatrice inopportuna. La scocciatrice inopportuna, però, ha sgranato i suoi grossi occhioni. “Harry Potter?”, ha ripetuto incredula, fissandomi come se non mi avesse mai vista in vita sua. “Harry Potter? Io adoro Harry Potter, sono una fan di Harry Potter, so tutto di Harry Potter, e tu stai scrivendo un libro su Harry Potter?”. “Sì”, ho risposto lentamente, guardandola interdetta. “Il seguito del terzo, in attesa che la Rowling scriva il quarto, e…”. “Fa’ vedere!”, ha strillato l’Amica Ancora Da Trovare, strappandomi il quaderno dalle mani. “Cosa succede? Qual è il pericolo? Qual è il momento cruciale che non puoi posticipare di scrivere?”. “Beh…”, mormoro ancor più lentamente, sollevando le sopracciglia: “Ron Weasley sta per essere aggredito da un mostro, e…”. “No!”, strilla lei saltellando sulla sabbia. “Che mostro? Il Basilisco?”. “Ehm… no”, azzardo timidamente: “un mostro nuovo, creato con degli esperimenti, da Voldemort, si chiama l’Ábraso, ma nessuno sa che esista, solo Piton, che…”. “Piton!” cinguetta lei, buttandosi a sedere sul lettino e fissandomi intensamente. “Sì! Piton! Continua!”. “… solo Piton”, mormoro debolmente, “che però non parla perché al quinto anno si era innamorato di…”. “AAAAHHH!”. L’Amica Ancora da Trovare si porta le mani sulla bocca, non si sa se per sorpresa o per schifo all’idea, e poi rincara: “Ma tu lo sai che fanno il film, su Harry Potter!”. “Certo che lo so”, replico velocemente, offesa nel profondo del mio essere fan sfegata. “Sì, ma lo sai che hanno scelto gli attori?”. “No!” “Sì, ti dico!” “Ma quando?” “Oggi!” “Non lo sapevo!” “Ci sono le foto sul giornale!” “No! Fammelo vedere!” “Ce l’ho a casa! Domani mattina vieni a trovarmi!” “Ma non ti immagini nemmeno con che piacere!” Cinque ore più tardi, quando la spiaggia stava per chiudere ed era decisamente ora di preparare la cena, le rispettive madri hanno durato molta fatica, per separare (fino all’indomani, di prima mattina) me e l’Amica Ormai Trovata, immerse in una fitta conversazione piena di Incantesimi, di Ippogrifi, di Elfi Domestici. 2001 Più bianco di un teschio, con grandi, lividi occhi rossi, il naso piatto come quello di un serpente, due fessure per narici… Voldemort era risorto. Ho chiuso di scatto la mia copia di Harry Potter e il Calice di Fuoco. Mi sono alzata dal letto, e sono corsa alla scrivania per iniziare, febbrilmente, una lettera per l’Amica Decisamente Trovata E Tenuta Ben Stretta (e, accidenti a lei, anche Residente Molto Lontano). Quella svolta, nel “mio” quarto libro di Harry Potter, non l’avevo prevista. 2002 “Ridammela! Ridammi subito la mia bacchetta, ladra! Mi serve!”, grido rincorrendo l’Amica attorno a un cespuglio di agapanthus. “Solo se tu ritratterai e dirai che Sirius Black non è pulcioso!”, risponde lei nascondendosi dietro al pozzo, in un gran fruscio di stoffe nere. “E tu, allora? Che dici che Severus Piton è insopportabile e unticcio?”, urlo rimboccandomi le maniche della mia veste da strega, amorevolmente cucita per me da una disponibile e ormai rassegnata mamma. “Severus Piton è unticcio!”, replica lei trascinando fuori dalla mia portata un gufo di peluche adibito a portalettere. “E Sirius Black è un cane che vive una caverna”, ribatto io portando i pugni ai fianchi: “quindi, è pieno di pulci. Ridammi la mia bacchetta!”. “Ehm… ragazze?”, azzarda timidamente il Signor X, al di sopra di una grande macchina fotografica puntata su di noi. “Piuttosto che rubarvi le bacchette magiche a vicenda, gentilmente, se proprio devo farvi queste foto vestite da streghe di Hogwarts, non potreste inforcare la scopa e fare tutto un po’ velocemente? Ché avrei da fare…”. “Scusa, papi”, sorride l’Amica RubaBacchette, mettendosi sulla spalla il gufo di peluche. “Però la scopa la cavalco io. Sono io la campionessa di Quidditch, e che diamine!”. 2003 “«Possiamo ancora raggiungerlo»… Harry si divincolò con violenza, ma Lupin non lo lasciò andare”. Sgomenta, sollevo lo sguardo dal mio Harry Potter and the Order of Phoenix, smettendo di tradurre. Davanti a me, accovacciata al mio fianco sui gradini di un carrugio di Cervo Ligure, l’Amica Innamorata del Cane Pulcioso mi sta guardando fiduciosa. “Allora?”, mi sprona, irritata per l’interruzione. “Va’ avanti, cosa succede a Sirius?”. Mi mordicchio il labbro inferiore, riportando lo sguardo sulle ultime parole del capitolo, che, mentre traducevo dall’Inglese l’ultima riga, avevo già letto. La guardo. Mi schiarisco la voce. “Harry si divincolò con violenza, ma Lupin non lo lasciò andare. «Non puoi fare più niente, Harry, niente»…”. La guardo. “«Se n’è andato»”. “No!”. Una turista giapponese appena passata, si gira a guardarci, chiedendosi cosa sia successo, per renderle così disperate, a quelle due povere ragazzine. 2004 Cara Lucia, ti scrivo dall’Infermeria della Scuola di Magia e Stregoneria di Magicain. Non immagini nemmeno cosa mi è successo! Stamattina mi sono… _____
Cara Ginevra, Oh, quanto lo detesto. Silente. Lo detesto. Lo picchierei. Gli urlerei di collegare la lingua al cervello, prima di parlare. Gli verserei in testa il suo bel Pensatoio, così magari riesce ad avere qualche idea intelligente, ogni tanto. Oh, come detesto io Silente, non lo detesta nessuno! Forse Voldemort, non so. Potevo chiederglielo, in effetti: ed è questo il problema! Perché, se la Rowling non si decide a far uscire il sesto libro, e se si ha a che fare con due ragazze squilibrate e con tanta, tanta fantasia, si rischia davvero di produrre un carteggio di lettere come sopra, da far invidia a un romanzo epistolare di bassa lega. 2005 Silenzio. Per chiamarla “Amica Ritrovata”, ad un certo punto dovevo pure perderla, no? 2006 “Ehi, Lucia! Da quanto tempo…”. “Sì”, ammetto io, accennando un sorriso alla cornetta del telefono. “Chissà poi perché, non c’era motivo di perdersi di vista, è colpa mia, mi dispiace…”. “Ma non dir fesserie. Piuttosto, ho saputo di tua nonna. Mi spiace…” “Grazie”. Sorrido alla cornetta del telefono, chiedendomi fra me e me perché mai io sia stata così scema da perdere l’Amica Fortunatamente Facile Da Ritrovare. “Ma ti rendi conto che Il Principe Mezzosangue è uscito da mesi e non ne abbiamo ancora parlato? Siamo impazzite?”. “Già”, ghigna lei dall’altra parte del filo. “A proposito: voglio vedere come lo difendi, ora, il tuo amato Severus l’Unticcio, tzk!”. Punta nel vivo, guardo malissimo la cornetta del telefono, con la vaga voglia di riattaccargliela in faccia. “Lui è buono, dentro. Ne sono convinta. Lui è buono dentro”, replico ostinatamente. “Sì, va beh…”, sospira lei condiscendente. ‘Amicizia’ è anche sapere con certezza che, in quel momento, in un posto molto lontano lei ha alzato gli occhi al cielo. 2007. Luglio. 21 [Attenzione: piccolo spoiler su I Doni della Morte] He stood up. His heart was leaping against his ribs like a frantic bird. Perhaps it knew it had little time left, perhaps it was determined to fulfil a lifetime’s beats before the end. He did not look back as he closed the office door. Sdraiata a pancia in su sul letto della mia camera, sento inaspettatamente una lacrima scivolarmi lungo la guancia. Andiamo bene, penserei in un altro momento: diciannov’anni suonati, e mi metto a piangere come una scema leggendo uno stupido libro. Fortunatamente, in quel preciso momento il mio cuore è troppo impegnato a imitare quello di Harry, e il mio cervello è troppo preso dal desiderio di andare avanti col libro per pensare ad altro. Fortunatamente, in quel preciso momento trilla il cellulare, ed è un sms dell’Amica Ritrovata. Finito Harry Potter. Avevamo ragione. Ah beh, allora va tutto bene. C’è un’altra matta come me che sta sveglia fino alle cinque del mattino a leggere uno stupido libro, e probabilmente anche a commuoversi piangendo come una deficiente. Allora va tutto bene. Sarà perché abbiamo tanto in comune, che ci capiamo così bene. E se il merito è tuo, grazie, JK. "E’ impossibile condividere certe avventure senza finire col fare amicizia" (J.K. Rowling, Harry Potter e la Pietra Filosofale, pagina 172 edizione italiana) Scritto da Lucyette | commenti (15) (popup) | commenti (15) Commenti
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