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Se non son matti, noi, a scuola, non ce li vogliamo
Nella mia visione del mondo, c'è sempre un motivo decisamente ottimo per cui sospirare rassegnati (e pure un po' scocciati) nel momento in cui, china sul tuo banco a prendere appunti, ti senti chiamare da un compagno di classe.
Capita, rare volte, che la comunicazione abbia una portata tale da giustificare l'interruzione. Non è quello che è capitato, però, stamattina, nel momento in cui ho dovuto smettere di fare quello che stavo facendo per girarmi e sentirmi chiedere "Lucia... puoi dire foglio?". Ad un mio sguardo interrogativo, il compagno di classe ha aggiunto "O famiglia. O figlio. Qualcosa con una gl". I suoi compagni di banco mi fissavano interessati, come se da me fosse dipesa la vita di intere popolazioni. "Dobbiamo convincere Mario che pronuncia male la gl", hanno aggiunto con aria sbrigativa, mentre Mario scuoteva il capo con decisione: "Ma la pronuncio male un piffero!". "Voi siete matti..." è stata la mia unica risposta, prima di rigirarmi e tentare di riprendere il filo dei miei appunti. La campanella di quella prima lezione era appena suonata, però, e la situazione stava già nettamente degenerando. Mario, ferito nell'orgoglio dall'infamante accusa di non pronunciare correttamente le gl-, stava rimbeccando ad Andrea la sua erre moscia. Andrea sì che avrebbe avuto bisogno di un logopedista! Andrea sì che aveva dei problemi di pronuncia, e gravi! Andrea sì che avrebbe dovuto vergognarsi della sua pessima dizione, piuttosto che andare a criticare i gruppi consonantici altrui! Dopo altri cinquanta minuti di questa solfa, Andrea stava appassionatamente indicando a Mario la corretta pronuncia del gruppo consonantico -gl- in un sostantivo colloquiale iniziante per "co" e terminante per "one". Ma Mario non si è arreso: dopo aver trascorso buona parte della lezione a borbottare dietro la mia povera schiena una monotona e interrotta serie di inquietanti "Gl! Gl! Gl! Gl!", ha ritenuto lecito e necessario chiedere un parere anche al docente di Letteratura Italiana - che, del resto, un esame di Glottologia dovrà pure averlo dato, ai tempi dell'Università. Non pago del parere del docente di Letteratura Italiana, ha vagato per tutto l'istituto importunando insegnanti e dipendenti di ogni genere e tipo, prima di ritirarsi in dolorosa meditazione nella nostra aula, trascorrendo l'intervallo fra scandalizzati "Ma io pronuncio bene foglio!" e dubbiose ripetizioni della parola incriminata. "Lucia, sinceramente: ti sembro un dislessico?" domandava ad intervalli regolari, fra una pausa e l'altra dei suoi esercizi di dizione: foglio, aglio, figlio, famiglia, soglia. "A dir la verità no; però se continui così potresti iniziare a sembrare affetto da handicap psichici...". Purtroppo, Mario scelse di correre il rischio. Suonata la campanella di fine delle lezioni, scendendo le scale, stava molestando un povero bambinetto delle elementari, che lo fissava ad occhi sgranati mentre si sentiva chiedere, accoratamente: "Sii sincero: come lo pronuncio, foglio?". "Tu quel bambino lo conoscevi, spero..." ho domandato debolmente, aggrappandomi ad una vana speranza destinata ahimé a svanire fin troppo presto. "Per nulla: almeno avevo la garanzia della sua imparzialità. Ma non si è voluto schierare, quel maledetto. Sono costretto a interpellare te, Lucia: ti prego, però, sii onesta e sincera" "Tu stai male, secondo me..." "Dai! E' molto importante, per me!" "Sigh..." "Non sopporto di avere difetti! Non può essere così tremendo! Io non me ne accorgo nemmeno, di pronunciarlo male! Ma è sgradevole all'udito? Ma si sente tanto?" "Aiuto!" "Dici che devo andare da un logopedista?" "Da uno psicologo, semmai..." "Sarà un problema congenito? Avrò dei difetti anatomici?" "... A pensarci bene, forse sarebbe più indicato uno psichiatra, in effetti..." "Ma tu dove la metti la lingua, quando fai gl?" "Prego?" "L'ossicino. Cosa tocca l'ossicino?" "Quale ossicino?" "Quello della lingua!" "L'ossicino della lingua?" "Lui!" "Ehm... temo di non avere ossicini nella lingua, sai?" "ARGH! Allora sono fatto male io! Mi serve una operazione!" "Ti serve un calmante..." "Io non sopporto di non riuscire a dire gl! Mi crea un fastidio insopportabile! Quasi fisico!" "Sarò solidale con te: dopo sei ore a sentirti borbottare foglio dietro la mia schiena, genera anche in me un fastidio insopportabile e quasi fisico" "Ma d'ora in poi farò costante esercizio per migliorare!" "Non dietro il mio banco, spero..." "Almeno un'ora di esercizi di dizione, tutti i giorni!" "Sembra appassionante" "Entro giugno noterete il miglioramento! Lo noterete tutti e quanti!". L'indomani è arrivato a scuola alle otto meno un quarto; e, lungo le scale, stava ancora sillabando foglio. Secondo me adesso è ancora lì che lo ripete. Scritto da Lucyette | commenti (17) (popup) | commenti (17) Commenti
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