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I mille progetti che mi tengono lontana dal blog
Mia mamma si è messa in testa di adottare una pecora.
Forse sente la nostalgia di un affarino caldo, morbido e sgambettante da tenere fra le braccia e coccolare, visto che ormai non sono più in grado di prestarmi all'uso come quando ero neonata. Forse subisce l'effetto del clima natalizio, e fissando le agili pastorelle del Presepe sogna di poter a sua volta avere un agnellino da accudire e sfamare. Forse avrei fatto meglio a tenere nascosti i miei libri sulle pastorellate. Fatto sta ed è, che mia mamma vuole adottare una pecora. Il vero dramma è che, in Abruzzo, c'è gente disposta ad assecondare queste insane inclinazioni dell'animo. Con 180 euro annui, possiamo ottenere, ad un prezzo di favore, una pecora, quattro chili di formaggio, tre etti di lana, un chilo di carne (ma della nostra pecora?), e un documento di adozione della povera bestia, con tanto di fotografia. L'unica cosa che veramente mi tenta, è il chilo di sterco di pecora che l'azienza si ripromette di spedirci a casa, per posta, come ottimo fertilizzante naturale. E, inoltre, se adotti la pecora, puoi acquistare un biglietto a prezzo scontato per partecipare alla Festa della Transumanza che si tiene in Abruzzo a fine maggio. Son cose. Però mia mamma è in dubbio. Perché la pecora va bene, ma a lei piacerebbe anche adottare un asino. Le pecore si usano ancora; gli asini, poverini, per poco non rischiano l'adozione. Sostenere economicamente un asinello sarebbe molto carino, afferma con sicurezza mia mamma. Ahimé, si può fare anche quello. L'unico problema è che se lo adotti, lo adotti proprio. Non è come la pecora che la adotti e resta in Abruzzo; qui l'asino lo adotti e te lo mandano in pacco postale nel tuo condominio di Torino, che "sarà una presenza rilassante e ti aiuterà a tenere in ordine l'erba del tuo giardino". Ah beh. Se sei un po' dubbioso, perché non hai mai posseduto un asinello in vita tua, non devi temere: c'è la possibilità di un affidamento preadottivo. Se vai d'accordo con l'asinello, dopo l'affidamento preadottivo te lo tieni; se no... beh, tanti cari saluti, ma le assistenti sociali degli asinelli orfani te lo toglieranno. E se poi il tuo asinello resta a te, sul tuo balconcino nel tuo condominio a Torino, a brucare mansueto i vasi di fiori, e soffre la solitudine? Nessun problema, c'è anche una agenzia matrimoniale! Si passa da maschi esperti a vigorosi, a giovani romantici, a donne attive che cercano un compagno casalingo. Ce n'è per tutti i gusti, insomma. In compenso, se proprio hai una casetta piccola, non puoi tenerci dentro un asinello, ma vuoi comunque sostenerlo... lo adotti a distanza, anche in quel caso. Ma puoi andarlo a trovare tutte le volte che vuoi: e, precisa orgogliosamente il sito, hai anche la possibilità di assistere alla monta! Perché, in effetti, se io non assisto alla monta del mio asino adottivo, non sono una donna felice. Oh no. E, sebbene mia mamma non sembri particolarmente attratta dall'idea, io sono affascinata anche dalla possibilità di adottare un fenicottero a distanza. C'è chi in casa ha il canarino; chi, per strafare, ha un pappagallo, ma... un fenicottero? Io vorrei il fenicottero, e che diamine. Poi c'è anche un sito grazie al quale le mucche e gli altri animali puoi regalarli a terzi, a piccoli villaggi africani che ne hanno bisogno per sopravvivere. C'è un massiccio e fornitissimo catalogo di pacchi dono da inviare ai villaggini del Terzo Mondo... però, come nota amaramente mia madre, non è la stessa cosa. L'iniziativa benefica è stupenda, per carità... però non ti mandano nemmeno le foto della tua mucca adottiva: e come lo soddisfi poi il tuo istinto materno? Scritto da Lucyette | commenti (3) (popup) | commenti (3) Commenti
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